OLIO DI PALMA: ma è davvero cosi' dannoso?

Dal frutto della palma da olio si ricavano olio di palma (ottenuto dal frutto) e olio di palmisto (estratto dai suoi semi): entrambi sono solidi o semi-solidi a temperatura ambiente, ma con un processo di frazionamento si possono separare in componente liquida (olio di palma bifrazionato, usato per la frittura) e solida.
Pur impegnando nel 2014 solo il 5,5% dei terreni coltivati per la produzione olearia mondiale[1], gli oli ricavati dalla palma rappresentano oltre il 32% della produzione mondiale di oli e grassi.
La fornitura e distribuzione annua su scala mondiale (secondo dati disponibili a febbraio 2016) si attesta su 66,22 milioni di tonnellate per l'olio di palma e 7,33 milioni di tonnellate per l'olio di palmisto.
Ma perché tanto successo? Proprio grazie alla sua composizione e al fatto che si tratta di un olio insapore, che non irrancidisce facilmente, resiste bene alle temperature e ha un costo basso, i produttori l'hanno ormai inserito praticamente ovunque.
Chi è attento alla propria salute punta il dito contro l'olio di palma soprattutto perché si tratta di un prodotto ricco di grassi saturi (45-50%) ma in realtà pochi sanno che, rispetto ad esempio al burro, alla margarina e allo strutto ne ha di meno.
Con questo non si giustifica il suo consumo, ma è bene mettere sul piatto della bilancia le cose come stanno: l'olio di palma è composto da grassi saturi e come tale va considerato, sicuramente c'è di meglio ma anche di peggio. Si può quindi scegliere di evitarlo o di limitarne molto il consumo salvo poi non cadere nell'errore di eccedere in altri prodotti altrettanto dannosi se consumati ogni giorno o in quantità considerevoli.
In proposito, il dottor Alessandro Targhetta, medico chirurgo, specialista in Geriatria e Gerontologia ed esperto in Omeopatia e Fitoterapia, ci consiglia di non superare un totale del 10% di assunzione giornaliera di grassi saturi (quindi burro, strutto, alimenti di origine animali e, ovviamente, olio di palma) che è poi la stessa raccomandazione che fornisce l'Istituto Superiore di Sanità (ISS) all'interno del suo dossier sull'olio di palma in cui si esprime il parere ufficiale del ministero della Salute riguardo al tanto discusso grasso di origine vegetale.
Ma quali sono i rischi di un consumo eccessivo di olio di palma e altri grassi saturi? Il problema non sta tanto in un consumo sporadico quanto piuttosto nel fatto che ovunque ci giriamo troviamo prodotti realizzati con olio di palma e dunque potenzialmente ne possiamo abusare senza neppure rendercene conto (importante in questo senso leggere sempre le etichette).
Ormai le evidenze scientifiche concordano nel ritenere i grassi saturi responsabili della formazione di placche arteriosclerotiche e di una iper-produzione di colesterolo. Dunque il principale effetto che ha il consumo di olio di palma nel nostro corpo sta nell'aumentare (soprattutto in alcuni soggetti già predisposti) il rischio di malattie cardiovascolari. Ecco perchè i prodotti con grassi saturi non vanno eliminati del tutto ma di certo ridotti.
Definizione (Fonte) Wikipedia, altre fonti principali dell'articolo: greenme.it